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CHI SONO
Mi chiamo Rheea Lucibello, sono nata nel 1992 a Iași, in Romania, e oggi vivo tra le montagne della Liguria e le Alpi francesi. Nella vita mi sono spostata molto, attraversando luoghi, lingue e culture differenti, ma una parte di me è sempre rimasta legata alla città in cui sono nata.
È da quel legame che nasce *The Manson Chronicles*.
La sua storia, però, è cominciata molto prima che pensassi davvero di pubblicare un romanzo. Avevo sedici anni quando iniziai a scriverla su un normale quaderno di scuola. Le prime pagine prendevano forma tra una lezione e l’altra e, durante gli intervalli, le condividevo con le mie amiche. Loro leggevano, aspettavano il seguito e volevano sapere che cosa sarebbe accaduto a quei personaggi. Io tornavo a casa e continuavo a scrivere.
All’epoca non sapevo ancora che quella storia sarebbe rimasta con me così a lungo. Non immaginavo che sarebbe cresciuta insieme a me, che sarebbe stata riscritta, abbandonata, ritrovata e trasformata fino a diventare il vasto universo narrativo che è oggi.
Ma Manson era già lì.


PerchÉ Manson ?
Manson non è un cognome: è il suo nome.
È arrivato prima della saga, prima delle dinastie, prima delle regole del mondo vampiresco. Era il centro intorno al quale tutto il resto cominciava lentamente a prendere forma.
Manson è un ragazzo di ventun anni, un batterista, qualcuno che si trova trascinato dentro una realtà della quale ignorava l’esistenza (non poteva proprio saperlo!).
Non nasce come un eroe e non desidera diventarlo. È imperfetto, ostinato, vulnerabile, a volte ironico e spesso impreparato davanti a ciò che gli accade. È costretto a sopravvivere a una trasformazione che non ha scelto e a scoprire chi è mentre il confine tra l’essere umano e il mostro diventa sempre più difficile da riconoscere.
Ho scelto di mantenere quel nome perché, dopo tanti anni, nessun altro avrebbe potuto appartenergli. È insolito, oscuro, difficile da dimenticare. Può suscitare associazioni diverse, ma dentro questa storia assume un’identità nuova: diventa semplicemente lui.
Il mio Manson.

PerchÉ Iași ?
Perché Iași è la città in cui sono nata, ma anche perché possiede naturalmente l’anima della storia che volevo raccontare.
È una città fatta di contrasti: antica e inquieta, elegante e irregolare, luminosa in superficie e piena di ombre appena ci si allontana dalle strade più conosciute. Chiese, palazzi, quartieri popolari, foreste, vecchi edifici, leggende e superstizioni convivono con la vita quotidiana. È una città nella quale il passato sembra non essere mai completamente scomparso.
La storia di The Manson Chronicles comincia a Tătărași, un quartiere di Iași il cui stesso nome conserva la memoria delle incursioni tatare e delle antiche vie percorse dagli invasori diretti verso la città. È qui che Manson vive la sua esistenza umana, prima che qualcosa spezzi per sempre l’ordine delle cose.
Non volevo costruire una città immaginaria né ambientare i miei vampiri nei luoghi in cui siamo abituati a incontrarli. Volevo che camminassero nelle strade che conoscevo, che attraversassero i quartieri della mia infanzia e che occupassero gli stessi spazi di una città reale.
Iași non è soltanto lo sfondo del romanzo. È una presenza viva. Custodisce memorie, segreti e contraddizioni; influenza i personaggi e contribuisce a renderli ciò che sono. In un certo senso, è uno dei protagonisti della storia.
Perché il 2005?
Il romanzo è ambientato nel 2005 perché quella data appartiene al DNA originario della storia.
È un periodo abbastanza vicino da risultare familiare e abbastanza lontano da sembrare ormai un altro mondo. I telefoni servivano soprattutto per chiamare e mandare messaggi. O giocare a snake. I social network non avevano ancora trasformato il modo in cui mostriamo noi stessi e osserviamo gli altri. Non esisteva la possibilità di trovare immediatamente una risposta, localizzare una persona o documentare qualsiasi avvenimento con uno smartphone.
Al massimo potevi mandare un BUZZ su Yahoo!Messenger.
Anche Manson lo aveva fatto. Dal suo Pentium III
Ma quegli anni rappresentano anche un momento particolare per la Romania: un Paese sospeso tra ciò che era stato e ciò che stava per diventare, a due anni dall’ingresso nell’Unione Europea. Vecchie strutture e nuove aspirazioni convivevano nello stesso spazio. Si respiravano cambiamento, instabilità e desiderio di futuro, mentre il passato continuava a esercitare la propria influenza.
Ma avevamo una delle migliori reti internet!
Oggi scrivo in italiano, ma porto con me le mie origini romene, le lingue che ho attraversato e tutti i luoghi nei quali ho vissuto. Questi elementi entrano inevitabilmente nelle mie storie, nei nomi, nelle atmosfere e nel modo in cui immagino il soprannaturale.
A sedici anni scrivevo su un quaderno e aspettavo l’intervallo per mostrare le nuove pagine alle mie amiche. Oggi sto preparando The Manson Chronicles per condividerlo con molti più lettori.
Ma, in fondo, il gesto è rimasto lo stesso: scrivere una parte della storia e desiderare che qualcuno abbia voglia di voltare pagina.
